Economia

Google: modifiche obbligatorie al modello pubblicitario, ma niente scissione

Un giudice federale ha stabilito che Google dovrà apportare modifiche significative al suo modello pubblicitario, senza però procedere alla scissione della sua attività di ad tech.

Immagine rappresentativa della notizia su Google e antitrust

In Breve

Cosa ha deciso il giudice federale riguardo Google?
Il giudice ha stabilito che Google deve apportare modifiche al suo modello pubblicitario, senza scissione della divisione ad tech.
Quali sono le principali modifiche richieste?
Google deve disaccoppiare il server per gli editori da AdX e garantire che i siti non siano obbligati a usare AdX.
Quanto dureranno le nuove restrizioni?
Le restrizioni e il monitoraggio dureranno sei anni.

In una recente sentenza, il giudice federale Leonie Brinkema ha stabilito che Google non sarà costretta a scindere la sua attività di advertising technology (ad tech), ma dovrà implementare modifiche significative al proprio modello operativo. Inoltre, l’azienda dovrà nominare un monitor interno per garantire la conformità alle normative antitrust.

Il provvedimento prevede il disaccoppiamento del server per gli editori di Google da AdX, la piattaforma di scambio pubblicitario dell’azienda. Questo significa che i siti che utilizzano il server per editori non potranno essere obbligati a utilizzare anche AdX, una misura pensata per promuovere una maggiore interoperabilità e ridurre il privilegio degli strumenti proprietari di Google.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva contestato l’affidabilità di Google nella gestione di AdX, evidenziando una commissione del 20% richiesta agli editori per vendere pubblicità tramite questa piattaforma. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto più opportuno imporre cambiamenti piuttosto che procedere con una scissione completa delle attività.

Le nuove restrizioni e il monitoraggio dureranno sei anni, un periodo significativamente più breve rispetto ai 15 anni richiesti dal Dipartimento di Giustizia. Google ha già dichiarato di non concordare con la decisione e ha intenzione di presentare appello. L’Associate Attorney General Stanley Woodward Jr ha definito il risultato una “significant victory” per il Dipartimento.

Nel corso dell’ultimo esercizio fiscale, le entrate pubblicitarie di Google hanno raggiunto i 294,7 miliardi di dollari, rappresentando circa il 73% del totale delle entrate dell’azienda, che ammontano a 402,8 miliardi. Questa percentuale segna un calo rispetto al 76% e al 77% registrati nei due anni precedenti.

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redazione

Redazione Diarioeconomico.