In Breve
- Qual è l'impatto dell'inefficienza nella gestione dei resi?
- Spinge i consumatori verso la rivendita su piattaforme digitali.
- Quali settori sono più colpiti dai resi?
- Abbigliamento, scarpe, accessori ed elettronica di consumo.
- Cosa preferiscono i consumatori per la gestione dei resi?
- Il contatto diretto con un venditore in negozio.
L’inefficienza nella gestione dei resi e dei rimborsi sta orientando molti consumatori italiani verso la rivendita su piattaforme digitali. Secondo recenti studi, ogni consumatore restituisce in media 2,8 prodotti all’anno, con una maggiore incidenza nei settori dell’abbigliamento, delle scarpe, degli accessori e dell’elettronica di consumo. Il valore medio dei prodotti restituiti si attesta attorno ai 149 euro.
Le criticità più frequentemente riscontrate dai consumatori riguardano politiche di reso percepite come troppo restrittive, con il 25% degli intervistati che esprime insoddisfazione in questo senso. Inoltre, il 23% lamenta costi diretti associati al reso, mentre il 22% si trova a fronteggiare tempistiche di rimborso prolungate. Questi fattori stanno alimentando lo sviluppo del canale di rivendita: il 69% degli intervistati ha dichiarato di aver ceduto beni nuovi o poco usati tramite piattaforme digitali.
La gestione dei resi presenta anche una tensione tra automazione e assistenza umana. Un interessante dato emerso dalla ricerca è che il 29% dei consumatori è disposto a interagire con assistenti virtuali per il processo di reso, mentre il 71% preferisce il contatto diretto con un venditore in negozio. Questa preferenza è particolarmente marcata nella fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni.
Per i retailer, la sfida consiste nel trasformare la reverse logistics in un processo trasparente, rapido e integrato con la gestione degli ordini e dello stock. È fondamentale che il post-acquisto diventi un punto di contatto di valore, evitando attriti che possano spingere i clienti verso alternative di rivendita.
