In Breve
- Cosa sta facendo Auditel per misurare la pubblicità oltre la TV?
- Auditel sta estendendo la sua infrastruttura per includere cinema, pubblicità outdoor e radio on demand.
- Qual è il progetto più avanzato di Auditel?
- Il progetto più avanzato riguarda la misurazione della pubblicità nelle sale cinematografiche tramite il codice Cusv.
- Qual è l'importanza della collaborazione con altre organizzazioni?
- La collaborazione con Audicom, Audimovie, Audiradio e Audioutdoor è fondamentale per sviluppare strumenti condivisi nel mercato pubblicitario.
Auditel, l’ente di misurazione della pubblicità in Italia, sta ampliando la propria infrastruttura per includere nuove modalità di rilevazione al di fuori del tradizionale schermo televisivo. Con l’obiettivo di rendere la pubblicità più riconoscibile e misurabile, l’azienda sta lavorando su tre fronti principali: il cinema, la pubblicità outdoor e la radio on demand.
Paolo Lugiato, direttore generale di Auditel, ha descritto l’ente come un hub di sviluppo e ricerca al servizio dell’universo JIC (Joint Industry Committee). La collaborazione con altre organizzazioni come Audicom, Audimovie, Audiradio e Audioutdoor è fondamentale per costruire strumenti condivisi in un mercato pubblicitario sempre più integrato.
Il progetto più avanzato riguarda la misurazione della pubblicità nelle sale cinematografiche. Il comitato tecnico di Audimovie sta studiando l’implementazione del Cusv, il codice univoco dello spot video, per monitorare gli spot pubblicitari nelle sale. Sebbene non sia ancora un servizio operativo, rappresenta un passo significativo verso una pubblicità cinematografica più misurabile.
Per quanto riguarda la pubblicità outdoor, il lavoro con Audioutdoor ha mostrato risultati promettenti nell’impiego del Cusv per i video. Attualmente, il progetto è in fase operativa. Sul fronte della pubblicità cartacea, ci sono possibilità tecniche di applicazione del codice Cusv, ma si tratta ancora di una prospettiva non disponibile per la rilevazione.
In collaborazione con Audiradio, il gruppo sta sviluppando soluzioni per riconoscere e misurare gli ascolti in differita o on demand, utilizzando tecnologie di riconoscimento audio già in uso per la televisione. Parte dell’infrastruttura condivisa è già operativa: Audicom, ad esempio, utilizza da due anni l’apparato tecnico di Auditel per i report sulle partite di Serie A e per la distribuzione degli ascolti di Dazn.
Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Auditel, ha messo in guardia contro il rischio di confondere la moltiplicazione delle tracce digitali con la moltiplicazione degli spettatori. Un dispositivo non equivale a una persona, e un’impression non sempre corrisponde a una relazione reale. Per illustrare questo concetto, ha citato l’esempio di “Anna degli Schermi”, una persona che consuma lo stesso contenuto su diversi dispositivi, generando segnali diversi ma rimanendo la stessa persona. La ricerca deve quindi ricomporre questi percorsi evitando duplicazioni e rispettando la riservatezza degli utenti.
Un dato interessante emerso dall’analisi di Sensemakers indica che a maggio 2026 la tv connessa raggiungeva mensilmente 35,4 milioni di individui in Italia, pari al 65,3% della popolazione televisiva. Questo evidenzia la crescente competizione per l’attenzione del pubblico su più schermi.
Marco Travaglia, presidente di Upa, ha sottolineato l’importanza del recente allargamento della governance di Audicom con l’ingresso del nuovo socio Anitec-Assinform, che rappresenta giganti del settore come Google, Amazon, Netflix e Disney. Questo cambiamento segna un’evoluzione significativa nel mercato della pubblicità, portandolo a un nuovo livello di complessità e opportunità.
