In Breve
- Quanto durerà la carenza di memoria?
- La carenza di memoria è prevista durare almeno altri tre anni.
- Quali sono le aspettative sui prezzi dei chip NAND?
- Si prevedono aumenti significativi dei prezzi dei chip NAND nel quarto trimestre del 2026.
- Quando si prevede un riequilibrio dell'offerta di NAND?
- Il riequilibrio dell'offerta di NAND è previsto per la seconda metà del 2027.
La crisi globale della memoria continua a preoccupare il settore tecnologico, con previsioni che indicano una durata della carenza di memoria di almeno altri tre anni. Secondo un dipendente di YMTC, terzo fornitore mondiale di chip NAND, la situazione è destinata a peggiorare, con un aumento dei prezzi atteso per il quarto trimestre del 2026.
YMTC, che si colloca dietro a colossi come Samsung e SK Hynix, ha evidenziato un incremento significativo dei prezzi dei chip NAND, accompagnato da un cambiamento nella produzione verso componenti a margine superiore. Questo scenario è ulteriormente supportato dall’analisi di TrendForce, che ha definito l’offerta di DRAM come “molto stretta”. Le trattative per i prezzi contrattuali del quarto trimestre 2026 suggeriscono un aumento dei costi, spinto da una domanda in crescita, soprattutto da parte dei principali fornitori di servizi cloud negli Stati Uniti.
Le previsioni non si limitano solo alla RAM; si prevede che anche i prezzi delle unità SSD subiranno un incremento. Alcuni esperti stimano che un riequilibrio dell’offerta di NAND possa avvenire solo nella seconda metà del 2027, sebbene questa idea sia messa in discussione dalle attuali tensioni del mercato.
È importante notare che la dichiarazione proveniente da YMTC è emersa come un leak e non rappresenta un annuncio ufficiale dell’azienda. Inoltre, il contesto attuale include speculazioni su possibili mosse strategiche legate a un’imminente offerta pubblica iniziale.
Per mettere in prospettiva l’impatto della crisi, si osserva che il prezzo del DDR5 sul mercato tedesco è aumentato del 544% rispetto ai livelli precedenti all’inizio della crisi, evidenziando così le conseguenze già visibili sui listini.
