In Breve
- Qual è l'obiettivo principale del progetto di Massimo Caputi?
- Creare un'industria dell'ospitalità 4.0 per rendere il settore turistico più competitivo e meno vincolato.
- Cosa sono i contratti di filiera?
- Strumenti per promuovere progetti di investimento integrati tra diverse entità del settore turistico.
- Qual è la sfida principale per l'attuazione delle riforme proposte?
- Garantire l'attuazione pratica delle riforme da parte della pubblica amministrazione.
Il settore turistico italiano si prepara a una trasformazione significativa grazie all’iniziativa di Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria dal 11 giugno. L’obiettivo è costruire un’industria dell’ospitalità 4.0, che renda il fare impresa più competitivo e meno vincolato, puntando su una crescita strutturale.
Attualmente, il turismo italiano mostra segni di forza, con il 55% degli arrivi provenienti dall’estero, rendendo l’Italia una delle destinazioni più attrattive a livello globale. Tuttavia, la crescita del Paese è inferiore a quella di alcuni concorrenti nel Mediterraneo: la Spagna ha registrato un incremento del 7%, mentre Roma si ferma al 4%. Questo andamento evidenzia la necessità di un cambio di passo per consolidare il vantaggio competitivo dell’Italia.
Caputi sottolinea l’importanza di investimenti, innovazione, sostenibilità, destagionalizzazione, capitale umano e valorizzazione delle aree meno sviluppate. Infatti, il 90% dei turisti tende a concentrarsi solo nel 10% del territorio, suggerendo che ci siano ampi margini per distribuire i flussi turistici e combattere l’overtourism.
Tra le proposte avanzate, spicca la semplificazione normativa. Le imprese del settore chiedono regole più chiare, tempi certi e un’amministrazione pubblica che supporti gli investimenti. Federturismo sostiene l’introduzione di un decreto di semplificazioni sul turismo a “costo zero”, volto a superare le stratificazioni normative che si sono accumulate nel corso degli anni. Sebbene queste proposte siano state accolte dal ministro del Turismo e dal Governo, Caputi avverte che la vera sfida risiede nell’attuazione pratica delle riforme.
Un altro strumento centrale nel piano di Caputi sono i “contratti di filiera”, introdotti con la Legge di bilancio 2026. Questi contratti sono progettati per promuovere progetti di investimento integrati tra diverse entità del settore, tra cui strutture ricettive, società di trasporto, imprese culturali, organizzatori di eventi, ristorazione, commercio e servizi. L’obiettivo è generare economie di scala e aumentare la competitività.
Per garantire il successo dei contratti di filiera, è fondamentale che le procedure siano semplici, i criteri chiari e i tempi rapidi, evitando le sovrapposizioni e i ritardi burocratici che in passato hanno ostacolato l’implementazione di iniziative innovative. Inoltre, Federturismo propone che il contratto di filiera diventi uno strumento permanente, finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, il cui introito nel 2026 è previsto superare 1,4 miliardi di euro. Questo permetterebbe di reinvestire parte delle risorse generate dal turismo per aumentare la competitività del settore.
Strategicamente, il turismo è considerato una priorità industriale nazionale. Confindustria ha affidato la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro. Tra le proposte a medio termine ci sono strumenti finanziari innovativi, il ricorso a progetti di comune interesse europeo (IPCEI) e la collaborazione con soggetti come Cassa Depositi e Prestiti, che attualmente giocano un ruolo marginale nel comparto.
La visione prospettica delineata da Caputi prevede un turismo più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile entro il 2030. L’obiettivo è creare valore diffuso, attrarre investimenti e innovazione, generando maggior valore per imprese, lavoratori e territori.
