Economia

Credit Agricole frena le ipotesi di fusione tra Banco Bpm e Mps

Credit Agricole esprime riserve sulle ipotesi di fusione tra Banco Bpm e Banca Monte dei Paschi di Siena, sottolineando il suo ruolo chiave nel capitale di Banco Bpm.

Credit Agricole e Banco Bpm

In Breve

Qual è la posizione di Credit Agricole sulla fusione tra Banco Bpm e Mps?
Credit Agricole ha affermato che nulla può essere fatto senza il suo coinvolgimento, non avendo ricevuto informazioni su una potenziale fusione.
Quali sono i risultati finanziari di Credit Agricole per il secondo trimestre?
L'utile netto di pertinenza del gruppo è stato di 2,778 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Qual è l'importanza del mercato italiano per Credit Agricole?
L'Italia è considerata un mercato strategico dove Credit Agricole intende continuare a crescere.

Credit Agricole ha messo in chiaro la sua posizione riguardo alle ipotesi di fusione tra Banco Bpm e Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il gruppo francese, che detiene il 29,3% del capitale di Banco Bpm, ha avvertito che qualsiasi progetto di fusione non può procedere senza il suo coinvolgimento.

Il CEO di Credit Agricole, Olivier Gavalda, ha dichiarato: “Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm”. Ha inoltre aggiunto di non essere in grado di valutare se un eventuale progetto creerebbe valore per gli azionisti di Piazza Meda.

Il vice amministratore delegato Jerome Grivet ha confermato che non è a conoscenza di “alcun progresso concreto” su questa proposta di fusione. La deputy general manager Clotilde L’Angevin ha precisato di non aver ancora richiesto alla Banca Centrale Europea (Bce) l’autorizzazione per assumere il controllo di Banco Bpm, definendo l’Italia un mercato strategico per il gruppo.

Clotilde L’Angevin ha inoltre sottolineato l’importanza della partnership con Banco Bpm e la volontà di espandere le operazioni anche attraverso la crescita organica di Credit Agricole Italia.

Nel frattempo, il consiglio di amministrazione di Credit Agricole ha approvato i risultati finanziari del secondo trimestre, evidenziando un utile netto di pertinenza del gruppo pari a 2,778 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi sono stati di 10,880 miliardi, con una crescita del 12,9% e un incremento del margine di interesse netto delle banche regionali del 38%.

Le spese operative si sono attestate a 6,143 miliardi, con un incremento del 4,6%, mentre il margine operativo lordo ha raggiunto i 4,737 miliardi, segnando un aumento del 25,8%. Il rapporto cost/income è migliorato, attestandosi al 56,5%, con un miglioramento di 4,5 punti. Il costo del rischio è stato pari a -862 milioni, con un incremento del 2,7%.

Guardando al semestre, il risultato netto di pertinenza del gruppo è salito a 4,875 miliardi, con una crescita del 6,8%, e del 14,5% escludendo l’effetto della plusvalenza di Amundi. In Italia, il gruppo ha registrato un utile netto di 1,053 miliardi, di cui 878 milioni di pertinenza del gruppo, confermando l’Italia come il secondo mercato domestico per Credit Agricole.

La controllata Credit Agricole Italia ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato di 478 milioni, in crescita del 2,1%. Gli interessi netti sono stati di 862 milioni, con un incremento dell’1,8%, mentre le commissioni hanno raggiunto i 707 milioni, segnando un aumento del 6,9%. Gli oneri operativi si sono attestati a 787 milioni, con un incremento dell’1,7%, e le rettifiche di valore nette sono rimaste stabili a 97 milioni, con un costo del credito a 29 punti base, in calo di 1. Il CET1 si è mantenuto al 13,2%.

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redazione

Redazione Diarioeconomico.