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Kidda: la birra siciliana che valorizza l’orzo locale

Kidda è la nuova birra prodotta in Sicilia, realizzata con malto da orzo coltivato nell'isola, un progetto che unisce agricoltura e produzione brassicola.

Birra Kidda prodotta in Sicilia

In Breve

Cos'è Kidda?
Kidda è una birra prodotta in Sicilia con malto da orzo locale.
Quando è programmata la prima cotta?
La prima cotta è programmata per il 16 settembre.
Qual è l'obiettivo del progetto Kidda?
L'obiettivo è creare una filiera che integri agricoltura e produzione brassicola.

Kidda: la birra siciliana che valorizza l’orzo locale

Kidda è la nuova birra prodotta con malto ottenuto da orzo coltivato interamente in Sicilia. La prima cotta è programmata per il 16 settembre presso il birrificio Bruno Ribadi a Terrasini. Questo progetto innovativo mette in rete cerealicoltori, produttori di luppolo e birrifici, creando una filiera che utilizza materie prime italiane e porta il marchio Firmato dagli Agricoltori Italiani. Si tratta di un’iniziativa frutto della collaborazione tra Coldiretti, Consorzio Birra Italiana e Filiera Agricola Italiana.

L’obiettivo principale è trattenere sul territorio una quota maggiore del valore generato dalla produzione brassicola, creando un modello replicabile di integrazione tra agricoltura e trasformazione industriale. Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia, sottolinea l’importanza di questo approccio per lo sviluppo economico locale.

La situazione della birra in Sicilia

Secondo un’analisi di Coldiretti e del Consorzio Birra Italiana, nel 2025 in Sicilia erano attivi 60 birrifici, di cui nove agricoli, rappresentando il 15% del totale. Questo segna un incremento rispetto agli anni precedenti, con cinque birrifici agricoli nel 2024 e sette nel 2023.

Il prospetto allegato al progetto indica che ben 16 aziende hanno un fabbisogno complessivo di malto di 1.000 quintali. Tra queste, il birrificio Bruno Ribadi richiede 430 quintali, seguito da Rock Brewery con 200 quintali e da Birra Epica e 24 Baroni, ciascuna con 100 quintali.

Le sfide del progetto

Nonostante le potenzialità, il progetto deve affrontare diverse sfide, tra cui la disponibilità delle materie prime, i costi di trasformazione e i cambiamenti climatici. Attualmente, l’Istat registra per la Sicilia una produzione di circa 130.000 quintali di orzo su poco meno di 5.000 ettari. Tuttavia, la filiera del luppolo è molto limitata, con solo due aziende attive su 0,11 ettari.

Giuseppe “Peppe” Biundo, titolare e cofondatore del birrificio Bruno Ribadi, ha dichiarato che l’ambizione è quella di costruire una filiera siciliana della birra che parta dalla coltivazione fino alla produzione finale.

Consumi e prospettive future

A livello nazionale, il numero dei birrifici è passato da 1.182 nel 2023 a 1.167 nel 2025, mentre i birrifici agricoli sono aumentati da 273 a 306 nello stesso periodo. In Sicilia, il 47% della popolazione consuma birra, con una suddivisione che vede il 4% dei siciliani berla quotidianamente, il 28% con minore frequenza e il 15% stagionalmente.

Durante l’incontro di Terrasini, verranno presentate attività di ricerca sviluppate in collaborazione con l’Università di Udine, nell’ambito del progetto FILO. Queste ricerche si concentrano sulla riduzione dei consumi di acqua ed energia nella maltazione e sulla produzione di malti con caratteristiche specifiche, utilizzando orzi distici nazionali e cereali resilienti.

La prima cotta di Kidda servirà a verificare se l’integrazione tra campi e impianti produttivi può trasformarsi in un modello produttivo stabile, contribuendo così allo sviluppo della birra siciliana.

Autore

redazione

Redazione Diarioeconomico.