In Breve
- Qual è il valore del Textile Hub di Prato?
- Il valore del Textile Hub è di 31,3 milioni di euro.
- Quante tonnellate di rifiuti tessili può trattare l'impianto?
- L'impianto può trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all'anno.
- Qual è la percentuale di materiali che può essere riutilizzata?
- Circa il 60% dei materiali post-consumo potrà essere riutilizzato.
Prato lancia il Textile Hub da 31,3 milioni per il recupero tessile con intelligenza artificiale
Il Comune di Prato ha inaugurato un innovativo Textile Hub del valore di 31,3 milioni di euro, dedicato alla selezione e al recupero dei materiali tessili. Questo impianto rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità nel settore tessile, mirato a produrre materia prima secondaria e a ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti tessili.
Il nuovo hub è in grado di trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno. Di queste, 20.000 tonnellate provengono dalla raccolta post-consumo, effettuata tramite cassonetti, ritiri a domicilio ed ecocentri, mentre 13.000 tonnellate derivano da scarti pre-consumo delle filiere produttive. A pieno regime, l’impianto occuperà circa 50 addetti su due turni, con un focus particolare sulla cernita semiautomatica dei capi, suddivisi tra riutilizzabili e riciclabili.
I capi ancora utilizzabili verranno sanificati e destinati al riuso, mentre quelli non idonei per il mercato saranno separati per composizione e colore, passando poi a un processo di pre-sfilacciatura e riciclo meccanico. Plures, l’azienda che ha realizzato il progetto, stima che circa il 60% dei materiali post-consumo potrà essere riutilizzato, mentre il restante 40% sarà destinato alla selezione delle fibre per il riciclo.
Una delle innovazioni principali del Textile Hub è l’integrazione di tecnologie avanzate, come il riconoscimento a infrarossi NIR, che permette di identificare la composizione e il colore dei materiali. Inoltre, è stato implementato un sistema di intelligenza artificiale noto come Fiber-Sort, che apprende dalle operazioni dei lavoratori e interagisce con gli addetti per garantire una selezione precisa e veloce.
Tuttavia, i responsabili del progetto avvertono che il trattamento del fast fashion rappresenta una sfida significativa. Le nuove normative europee, che puntano a una maggiore ecosostenibilità, come la raccolta differenziata dei tessili e la responsabilità estesa del produttore, richiedono un continuo adattamento delle tecnologie di recupero. Le tecniche di riciclo chimico e meccanico avanzato sono fondamentali per migliorare il recupero di materiali complessi, come l’elastomero.
Il progetto del Textile Hub è stato realizzato in 24 mesi grazie a una collaborazione tra Plures, il Comune di Prato, associazioni di categoria, sindacati e Next Technology Tecnotessile, che ha fornito supporto scientifico e tecnologico. I finanziamenti pubblici includono 900.000 euro dal PNRR e un credito d’imposta di 850.000 euro dal piano Industria 4.0.
Il piano prevede un periodo di collaudo di sei mesi fino alla fine del 2026, con l’obiettivo di raggiungere la piena capacità operativa entro il 2028. Questo investimento fa parte del piano industriale 2025-2029 di Plures, che prevede interventi per un totale di 2,5 miliardi di euro nei settori ambiente, energia e servizio idrico.
