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Calo dei finanziamenti pubblici per il cinema: un settore in difficoltà

I finanziamenti pubblici per il cinema italiano scendono drasticamente nel 2025, evidenziando fragilità nel settore.

Calo dei finanziamenti pubblici per il cinema italiano

In Breve

Qual è l'ammontare dei finanziamenti pubblici per il cinema nel 2025?
I finanziamenti pubblici per il cinema italiano scenderanno a 477,6 milioni di euro nel 2025.
Qual è la causa principale del calo dei finanziamenti?
La principale causa del calo è la diminuzione del tax credit.
Che impatto hanno gli aiuti pubblici sulle piccole imprese del settore?
Gli aiuti pubblici rappresentano il 77% della produzione per le piccole imprese, evidenziando la loro centralità per la stabilità economica.

I finanziamenti pubblici destinati al cinema italiano subiranno una significativa riduzione nel 2025, scendendo a 477,6 milioni di euro rispetto ai 656,6 milioni del 2024. Questo rappresenta un calo del 27,2%, principalmente attribuibile alla diminuzione del tax credit. La legge 14 novembre 2016, n. 220, attualmente in fase di revisione con un disegno di legge approvato dalla Camera e ora al Senato, ha avuto un impatto positivo sulla produzione, ma ha anche messo in evidenza la fragilità delle imprese, il lavoro discontinuo e le difficoltà nel raggiungere il pubblico.

Il calo del tax credit si riflette anche nel numero di domande approvate, che sono passate da 888 a 527, segnando una diminuzione del 40,7%. Le risorse assegnate sono scese da 622,6 a 402,8 milioni, con una riduzione del 35,3%. Sebbene i contributi selettivi siano aumentati da 21,5 a 61,8 milioni, questo incremento non riesce a compensare la riduzione complessiva dei finanziamenti. Le opere sostenute hanno visto un lieve incremento, passando da 799 a 814.

Tra il 2018 e il 2025, gli aiuti pubblici hanno rappresentato in media il 37% della produzione delle imprese beneficiarie, raggiungendo il 77% per le piccole realtà. Senza questi contributi, il risultato operativo delle aziende risulterebbe negativo, sottolineando l’importanza del sostegno pubblico per la stabilità economica, in particolare per gli operatori più vulnerabili.

La concentrazione delle risorse è elevata: le aziende con una produzione media di almeno 20 milioni di euro rappresentano solo il 6,4% del totale, ma ricevono il 53,1% dei contributi. Al contrario, le imprese con un fatturato inferiore ai 500mila euro costituiscono il 55,9% del totale, ma incassano solo il 6% dei finanziamenti disponibili. Nel 2025, il 97,5% delle risorse sarà destinato alla produzione, lasciando solo 11,5 milioni per la distribuzione.

Gli incentivi pubblici si sono dimostrati efficaci nel promuovere la produzione, ma gli effetti sull’occupazione sono più incerti. Interviste con operatori del settore hanno rivelato che, nonostante l’aumento dei set, non si è garantita una maggiore stabilità lavorativa per tutti. Inoltre, l’arrivo di produzioni straniere ha portato competenze e servizi, ma non ha necessariamente incrementato la presenza delle opere italiane sui mercati esteri.

Autore

redazione

Redazione Diarioeconomico.