In Breve
- Qual è il fatturato del turismo congressuale in Italia nel 2025?
- Il fatturato del turismo congressuale in Italia nel 2025 è stato di 13,2 miliardi di euro.
- Quali sono i principali competitor del turismo congressuale italiano?
- I principali competitor sono Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.
- Quali opportunità offre il Mezzogiorno per il turismo congressuale?
- Il Mezzogiorno ha ampie opportunità di crescita, ma è penalizzato dalla carenza di grandi centri congressi.
Il turismo congressuale ha mostrato un trend di crescita costante negli ultimi anni. Nel 2025, il settore ha generato un fatturato diretto di 13,2 miliardi di euro, segnando un incremento del 6,4% rispetto all’anno precedente. Durante lo stesso anno, sono stati organizzati 366.000 eventi, con una partecipazione di circa 28,6 milioni di persone e un totale di 43,3 milioni di presenze.
La componente aziendale rappresenta il 61,4% del mercato, mentre la quota associativa si attesta intorno al 24,5%. Per il 2026, le stime indicano una crescita simile, con ricavi diretti attesi intorno ai 14 miliardi di euro.
Un fattore cruciale per lo sviluppo del comparto è la capacità di attrarre eventi internazionali. Gli ospiti provenienti dall’estero tendono a soggiornare mediamente da tre a sei giorni, spendendo più della media e, in molti casi, prolungando il loro viaggio per trasformarlo in una vacanza. Questo comportamento contribuisce significativamente alla valorizzazione del brand e delle destinazioni italiane.
In Europa, i principali competitor del turismo congressuale italiano sono Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Negli ultimi anni, anche i Paesi del Golfo hanno iniziato a competere in questo settore, sebbene attualmente siano penalizzati da fattori geopolitici.
Gli operatori del settore sottolineano l’importanza di una politica industriale mirata e di investimenti strutturali per migliorare la qualità dell’offerta. Molte sedi congressuali in Italia risalgono agli anni ’70 e ’80 e risultano meno competitive nelle gare internazionali. È quindi fondamentale intervenire sulla riqualificazione di queste strutture.
Inoltre, si evidenzia la necessità di misure stabili per rafforzare la competitività del settore, insieme a un’attenzione istituzionale costante sulla promozione del turismo congressuale. Il Mezzogiorno è indicato come un’area con ampie opportunità di crescita, ma è attualmente penalizzato dalla carenza di grandi centri congressi, deficit nei collegamenti aerei e infrastrutture non sempre allineate agli standard internazionali.
Il turismo congressuale è considerato una leva strategica per la destagionalizzazione e per la valorizzazione dei territori e delle filiere del made in Italy. Investire in questo settore potrebbe portare a significativi benefici economici e culturali per il Paese.
